Dojo

La rosa del farmacista.

«Devo sapere chi è al corrente della faccenda» disse piano Owen. «Vedete, se l’assassino non è Nicholas, se l’assassino è libero, sono in pericolo tutti coloro che hanno in mano una qualche prova. Vi metto in guardia; devo mettere in guardia la persona che condivide il segreto con voi.»

Wulfstan levò lo sguardo, incerto. «In pericolo?»
«In una situazione simile sapere vuol dire rischiare.»
«Deus iuvat me! non ci avevo pensato.»
«Si tratta di madama Wilton?»
«Ora che mi avete avvertito, posso mettere sull’avviso la persona che mi ha aiutato.»
«Pensateci. Io lavoro nella bottega dei Wilton. Se so che madama Wilton è in pericolo, posso proteggerla.»

Sì, pensò Wulfstan, quell’uomo forte e vigoroso era in grado di proteggerla, di vegliare su di lei. Che cosa poteva fare lui, Wulfstan? Come avrebbe potuto tenerla lontana dai pericoli? «Sì, dissi Lucie Wilton di non perdere di vista Nicholas. Le raccomandai di bruciare il farmaco.»
«Non sarà stato facile dirglielo.»
«Fu tremendo.»
«Ne sarà stata sconvolta.»
«Lucie Wilton è una donna coraggiosa. La prese con calma. Capì subito perché gliene parlavo.»

«Non pianse o si torse le mani?»
«Non è nel suo stile.»
«Vi sarete sentito sollevato. Non sarete di certo abituato agli svenimenti delle donne.»
«Non gliene avrei parlato se avessi temuto che si sarebbe comportata da sciocca.»
«Non ne fu quindi turbata?»

Wulfstan aggrottò la fronte. La domanda puntava in una direzione che non gli piaceva.

La rosa del farmacista.“,
Candace Robb – pag. 252-253
(Piemme)

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